Ortottica MagIl punto di riferimento per la salute visiva

Quanto conta la postura per non peggiorare la visione? Il consiglio dell’ortottista

· 27/07/2026 15:55
Quanto conta la postura per non peggiorare la visione? Il consiglio dell’ortottista

La postura è uno di quegli argomenti che sentiamo ripetere costantemente, soprattutto quando passiamo ore davanti a uno schermo. Ma pochi sanno quanto il modo in cui sediamo, la posizione del collo e l'allineamento della spina dorsale influiscano direttamente sulla salute visiva. Ho approfondito questa tematica parlando con diversi ortottisti e professionisti del settore della riabilitazione visiva, e quello che emerge è una connessione ben documentata ma spesso sottovalutata tra postura e vista.

Come la postura influenza il sistema visivo

Quando assumiamo una postura scorretta, specialmente quella che comunemente definiamo "postura da smartphone" o "collo proteso", mettiamo in atto una serie di meccanismi che si ripercuotono direttamente sui nostri occhi. La tensione muscolare nel collo e nelle spalle non è innocua: irriga male la zona cranio-cervicale, riducendo l'afflusso di sangue al nervo ottico e ai muscoli extra-oculari, quei sette muscoli responsabili dei movimenti oculari.

Gli ortottisti sottolineano che una postura protesa in avanti, tipica di chi lavora al computer, aumenta la pressione intraoculare. Questo parametro è fondamentale nella prevenzione di patologie come il Glaucoma, una delle principali cause di cecità nel mondo sviluppato. Anche se i meccanismi non sono ancora completamente chiariti, le ricerche indicano che mantenere una corretta postura dorsale può contribuire a mantenere la pressione intraoculare entro valori fisiologici.

Un altro aspetto cruciale riguarda l'accomodazione visiva, cioè la capacità dell'occhio di mettere a fuoco oggetti a diverse distanze. Una postura scorretta favorisce l'affaticamento accomodativo, specialmente in chi lavora con schermi digitali per molte ore al giorno.

La postura corretta: cosa dice la letteratura medica

Le linee guida europee sull'ergonomia dello spazio di lavoro e sulla prevenzione dell'affaticamento visivo suggeriscono una configurazione molto precisa. Lo schermo dovrebbe trovarsi a una distanza di 50-70 centimetri dagli occhi, con il bordo superiore leggermente al di sotto del livello dello sguardo. Ma per questo assetto sia efficace, è necessaria una postura corretta.

La postura ideale prevede: spina dorsale diritta con curve naturali mantenute, spalle rilassate, braccia piegate a circa novanta gradi, gambe parallele al pavimento con piedi appoggiati. Il capo deve essere in posizione neutra, non proteso in avanti né piegato indietro. Questa configurazione riduce al minimo la tensione muscolare nel complesso cervicale e favorisce una corretta circolazione sanguigna verso gli occhi.

Secondo i dati del settore della riabilitazione visiva, le persone che mantengono una buona postura riferiscono meno affaticamento visivo, meno mal di testa associato all'uso del computer e una migliore qualità della visione durante la giornata lavorativa.

Affaticamento visivo e tensione muscolare: il circolo vizioso

Quello che accade quando la postura peggiora è interessante da un punto di vista biomeccanico. Una persona che si protende in avanti verso lo schermo aumenta automaticamente la tensione nei muscoli scaleni e nel trapezio superiore. Questa tensione genera un feedback negativo: gli occhi si affaticano più rapidamente, la persona si protende ancora di più per mettere a fuoco meglio, la tensione aumenta ulteriormente.

È un circolo vizioso che contribuisce a quella che gli ortottisti chiamano "sindrome da visione al computer" o CVS (Computer Vision Syndrome). I sintomi includono secchezza oculare, visione sfocata, mal di testa e dolore cervicale. Tutto questo è prevenibile, o almeno significativamente riducibile, attraverso il controllo della postura.

Ho visto questo fenomeno ripetutamente durante i miei anni di lavoro con adulti con disturbi visivi acquisiti. Spesso, quando una persona sviluppa una disabilità visiva, la sua postura si deteriora a causa della compensazione con altri sensi e della ridotta consapevolezza dello spazio. Insegnare una corretta postura diventa parte essenziale della riabilitazione.

Il ruolo della Propriocezione nella salute visiva

Un aspetto meno noto ma fondamentale è il ruolo della propriocezione, cioè la consapevolezza del nostro corpo nello spazio. Il sistema vestibolare, localizzato nell'orecchio interno, comunica costantemente con il sistema visivo per mantenere l'equilibrio e orientarci nello spazio. Quando la postura è scorretta, questo sistema funziona male, e gli occhi devono "lavorare di più" per compensare.

Gli ortottisti raccomandano esercizi propriocettivi specifici per le persone che soffrono di problemi visivi legati alla postura. Questi esercizi non solo migliorano la consapevolezza posturale, ma facilitano anche una visione più efficiente e meno affaticante.

Consigli pratici dall'ortottista

Gli ortottisti sono chiari nel dare consigli pratici. Prima di tutto, è essenziale configurare correttamente la propria postazione di lavoro. Non basta una buona sedia; serve un setup complessivo che includa scrivania all'altezza giusta, monitor correttamente posizionato, e illuminazione adeguata.

In secondo luogo, è fondamentale fare pause frequenti. La regola del 20-20-20 è diventata uno standard nelle linee guida internazionali: ogni 20 minuti, guardare qualcosa a 20 piedi di distanza per almeno 20 secondi. Questo non solo riduce l'affaticamento visivo, ma consente anche ai muscoli del collo e delle spalle di rilassarsi.

Terzo punto: esercizi di mobilità cervicale e stretching. Semplici movimenti di rotazione della testa, flessione ed estensione del collo, possono fare una differenza significativa. Questi esercizi dovrebbero essere inseriti nella routine quotidiana, non come eccezione ma come abitudine.

Quarto, valutare se si necessita di lenti specifiche per il lavoro al computer. Molte persone non sanno che esistono occhiali dedicati appositamente per le distanze di lavoro in ufficio, che facilitano l'accomodazione e riducono l'affaticamento.

La prevenzione a lungo termine

Quello che emerge chiaramente dalle conversazioni con gli esperti è che la prevenzione della degenerazione visiva passa anche da questi "dettagli" di postura ed ergonomia. Non è solo una questione di comodità nel momento, ma di preservare la salute visiva nel lungo periodo.

Le statistiche sul disturbo visivo acquisito negli adulti che lavorano in ambiente sedentario mostrano un'incidenza sempre maggiore, soprattutto dopo l'era dello smart working. Una corretta postura non è una moda passeggera, ma un elemento fondamentale di prevenzione.

Nel mio lavoro di studio e sperimentazione con persone che hanno sviluppato disturbi visivi, ho notato che coloro che hanno mantenuto una buona consapevolezza posturale durante la loro vita lavorativa tendono ad avere esiti migliori nella riabilitazione e una qualità della vita visiva superiore.

La postura conta davvero. Non solo per la schiena o il collo, ma per gli occhi, e quindi per la nostra visione nel presente e nel futuro.