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Occhiali da lavoro: come scegliere protezione e campo visivo

di Redazione· 05/11/2026 20:28
Occhiali da lavoro: come scegliere protezione e campo visivo

Gli occhiali da lavoro si scelgono partendo dal rischio per gli occhi, non dalla forma della montatura: un paio adatto a proteggere da piccoli urti non è necessariamente adatto a schizzi chimici, polveri o radiazioni della saldatura. La protezione deve coprire le direzioni da cui può arrivare il pericolo, ma anche lasciare un campo visivo sufficiente per svolgere il compito in sicurezza. Sul lavoro, la scelta va quindi confrontata con la valutazione dei rischi e con le indicazioni del datore di lavoro.

Partire dal rischio, poi scegliere il tipo di protezione

Per lavori con trucioli o particelle proiettate, come alcune operazioni di taglio e foratura, conta la resistenza agli impatti prevista per il dispositivo e conta la copertura laterale. Una montatura che protegge soltanto davanti può lasciare esposti gli occhi quando le particelle arrivano di lato. Per polveri diffuse o possibili schizzi, invece, può essere necessaria una protezione più avvolgente, come un occhiale a mascherina scelto per quel rischio specifico.

Non basta che un prodotto sia descritto come «protettivo». Prima dell’uso occorre controllare le marcature presenti sul dispositivo e le istruzioni del fabbricante: indicano destinazione d’uso, prestazioni e limiti della protezione. La marcatura CE non significa che qualsiasi occhiale vada bene per qualsiasi mansione. Anche la compatibilità con altri dispositivi, per esempio respiratori o protezioni per il viso, va verificata nell’assetto in cui verranno realmente indossati.

Alcuni rischi richiedono soluzioni dedicate. La saldatura comporta esposizioni per cui non sono sufficienti comuni lenti trasparenti; una visiera, inoltre, non sostituisce automaticamente la protezione degli occhi richiesta per l’attività. Se una lavorazione presenta più pericoli contemporaneamente, la scelta non si fa prendendo il dispositivo più comodo tra quelli disponibili, ma verificando che l’insieme delle protezioni sia adeguato ai rischi individuati.

Come valutare il campo visivo senza sacrificare la copertura

Il campo visivo serve a vedere il pezzo su cui si lavora, gli strumenti, i colleghi e gli ostacoli nell’ambiente. Una montatura molto ingombrante può creare zone cieche laterali o verso il basso; al contrario, una montatura aperta può offrire una visuale ampia ma una copertura insufficiente. L’obiettivo non è scegliere l’occhiale meno visibile una volta indossato: è trovare, tra i dispositivi adatti al rischio, quello che consente di osservare correttamente l’area di lavoro.

La prova pratica va fatta nella posizione abituale, non soltanto davanti a uno specchio. Indossando anche casco, mascherina o altri dispositivi previsti, conviene verificare se si vedono il bordo del banco, gli strumenti e i punti da controllare con la visione periferica. Se per vedere bisogna ruotare continuamente la testa, sollevare gli occhiali o assumere posture scomode, il problema va segnalato a chi gestisce la sicurezza: non si risolve rinunciando alla protezione.

Appannamento, riflessi, graffi e sporco possono ridurre la visibilità più della forma della montatura. Contano quindi anche la vestibilità sul viso, la ventilazione compatibile con il rischio e la manutenzione indicata dal fabbricante. Una lente danneggiata o una montatura deformata possono compromettere sia la vista sia la protezione; pulizia e sostituzione devono seguire le istruzioni del dispositivo e le procedure aziendali.

Se porti occhiali da vista

I normali occhiali da vista non diventano dispositivi di protezione solo perché hanno lenti robuste. A seconda della mansione, si può valutare un sovraocchiale compatibile con la montatura correttiva oppure un dispositivo di protezione con lenti graduate, quando previsto. Nel primo caso bisogna controllare che i due occhiali restino stabili, che le lenti non si tocchino e che non si creino ostacoli importanti alla visione laterale o all’uso degli altri dispositivi.

Una correzione visiva non adeguata alla distanza di lavoro può rendere difficile mettere a fuoco i dettagli, anche con una protezione ben scelta. Se durante l’attività compaiono difficoltà visive persistenti, è opportuno parlarne con un professionista della vista e con le figure aziendali competenti, senza modificare autonomamente i dispositivi prescritti per la mansione. Se invece compare improvvisamente visione doppia, soprattutto insieme a disturbi neurologici o dolore intenso, serve una valutazione medica urgente.

Redazione

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