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Occhi stanchi durante le videochiamate: quali aspetti della giornata lavorativa considerare

di Redazione· 18/10/2026 10:47
Occhi stanchi durante le videochiamate: quali aspetti della giornata lavorativa considerare

Occhi stanchi durante le videochiamate: quali aspetti della giornata lavorativa considerare

Se gli occhi si stancano durante le videochiamate, il primo aspetto da considerare è quanto lavoro visivo si accumula nell’intera giornata, non soltanto la durata dell’ultima riunione. Chiamate consecutive, documenti da leggere sullo stesso schermo, notifiche e poche occasioni di guardare lontano possono contribuire al fastidio. Osservare quando compare, che cosa si fa tra una chiamata e l’altra e com’è organizzata la postazione aiuta a individuare cambiamenti pratici; non permette, da solo, di stabilire una diagnosi.

Considerare anche il lavoro prima e dopo le chiamate

Una videochiamata può arrivare dopo ore trascorse a leggere, scrivere o passare tra più finestre. Se la riunione è seguita subito da email e documenti, gli occhi continuano a lavorare alla stessa distanza anche quando la videocamera è spenta. Per capire il contesto, può essere utile annotare per qualche giorno l’orario in cui compare il fastidio e le attività svolte fino a quel momento, invece di attribuirlo automaticamente alla piattaforma usata.

Conta anche il modo in cui si partecipa alla riunione. Seguire il volto di chi parla, leggere una presentazione con caratteri piccoli, consultare la chat e prendere appunti richiede continui spostamenti dell’attenzione. Quando possibile, ingrandire i contenuti condivisi, aprire il documento su una finestra leggibile e ridurre le notifiche non necessarie può rendere più semplice il compito visivo. Non sempre, però, è possibile modificare la riunione: in quel caso vale la pena osservare se il carico si ripete ogni giorno.

Controllare schermo, luce e postura nella postazione

Uno schermo leggibile evita di avvicinarsi o strizzare gli occhi per distinguere testi e volti. Dimensione dei caratteri, contrasto e luminosità vanno regolati in rapporto alla stanza: uno schermo molto luminoso in un ambiente buio, così come riflessi sulla superficie, può risultare scomodo. Spostare una lampada, orientare diversamente il monitor o limitare i riflessi di una finestra sono verifiche semplici, senza presumere che esista un’impostazione ideale per tutti.

Osserva anche dove si trova lo schermo rispetto al corpo. Se per vedere bene ci si piega in avanti, si ruota spesso la testa verso un secondo monitor o si tiene il portatile in una posizione scomoda, la fatica percepita a fine giornata può accompagnarsi a tensione di collo e spalle. Una postazione che consenta di leggere mantenendo una posizione confortevole è un obiettivo più utile di una misura rigida valida in ogni situazione.

Verificare se la giornata lascia spazio a cambi di attività

Durante un lavoro concentrato sullo schermo si può sbattere le palpebre meno spesso o in modo incompleto: alcune persone avvertono allora secchezza o bruciore. Interrompere periodicamente la fissazione del monitor, guardare a una distanza diversa e alzarsi quando l’attività lo consente sono modi per variare il compito visivo. Non serve trasformare le pause in una sequenza obbligatoria di esercizi; è più importante che il calendario non sia composto soltanto da chiamate e lavoro ravvicinato senza interruzioni.

Se puoi intervenire sull’organizzazione, prova a lasciare uno spazio tra riunioni consecutive e a svolgere lontano dallo schermo le attività che non lo richiedono. Valuta poi se il fastidio cambia: un miglioramento può indicare che l’organizzazione della giornata ha un ruolo, ma non esclude altre cause. Anche l’uso di occhiali o lenti a contatto, le condizioni dell’ambiente e le esigenze visive individuali possono influire su come si sta davanti al monitor.

Quando non attribuire il fastidio soltanto alle videochiamate

Se la stanchezza o il disagio persistono, peggiorano o interferiscono con il lavoro nonostante gli accorgimenti pratici, è opportuno parlarne con un professionista della vista o con un medico. Una valutazione può chiarire quali controlli siano appropriati; la presenza di un sintomo durante le chiamate, da sola, non ne identifica la causa.

Una visione doppia comparsa all’improvviso, disturbi neurologici, dolore oculare intenso o altri sintomi acuti richiedono invece una valutazione medica urgente. In queste situazioni non è prudente aspettare di vedere se una pausa o una modifica dello schermo risolvono il problema.

Redazione

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