Lenti monofocali personalizzate: quali misure vengono considerate nella progettazione

Lenti monofocali personalizzate: quali misure vengono considerate nella progettazione
Per progettare lenti monofocali personalizzate si parte dalla prescrizione, ma possono essere considerate anche le misure rilevate con la montatura indossata: posizione delle pupille, distanza tra occhi e lenti, inclinazione e curvatura della montatura. Le misure effettivamente necessarie dipendono dal tipo di lente scelto e dal sistema di progettazione del produttore. Non tutte le lenti definite «personalizzate» utilizzano gli stessi parametri.
Prescrizione e centratura: i dati di partenza
La prescrizione indica la correzione ottica richiesta per ciascun occhio, per esempio i valori sferici e, quando presenti, quelli cilindrici con il relativo asse. Una lente monofocale è progettata per un’unica destinazione d’uso prescritta, come la visione da lontano o quella da vicino: «monofocale» non significa quindi necessariamente «lente per lontano». Se la prescrizione non è aggiornata o l’uso previsto non è chiaro, le misure della montatura da sole non possono risolvere il problema.
La centratura serve a collocare la lente davanti all’occhio nella posizione prevista. Si possono rilevare le distanze interpupillari monoculari, cioè la posizione di ciascuna pupilla rispetto al centro della montatura, e le altezze di montaggio con la montatura indossata. I valori dei due occhi non vanno dati per scontati come identici. Inoltre, la sola distanza interpupillare totale non descrive dove si trovano le pupille rispetto alla montatura scelta.
Queste rilevazioni dipendono anche da come gli occhiali calzano sul viso. Una montatura che scivola, resta storta o viene regolata dopo aver preso le misure può cambiare la posizione effettiva delle lenti. Per questo la verifica dell’assetto della montatura precede normalmente la centratura definitiva.
Le misure della montatura indossata
Alcuni sistemi di progettazione considerano la distanza apice corneale-lente, ossia quanto la lente si trova davanti all’occhio. Possono inoltre utilizzare l’angolo pantoscopico, che descrive l’inclinazione verticale della montatura, e l’angolo di avvolgimento, legato alla curvatura della montatura intorno al viso. Questi parametri aiutano a rappresentare le condizioni in cui la persona guarderà attraverso le lenti, soprattutto quando la montatura si discosta da un assetto considerato standard dal produttore.
Entrano nella lavorazione anche le dimensioni e la forma della montatura. Queste informazioni permettono di tagliare correttamente le lenti e possono incidere sulla scelta del diametro necessario, dello spessore risultante e della posizione della zona utile rispetto al bordo. Una montatura molto ampia o dalla forma particolare può porre vincoli diversi da una più piccola, anche a parità di prescrizione.
Non bisogna però confondere una misura raccolta in negozio con un parametro usato nel calcolo ottico. Un produttore può richiedere alcuni dati per una specifica linea di lenti e non per un’altra; altri dati possono servire principalmente al montaggio. La dicitura «personalizzata» non identifica, da sola, un elenco universale di misure né garantisce un risultato percepibile allo stesso modo da tutte le persone.
Come capire quali dati servono per le proprie lenti
La domanda più utile da fare all’ottico è quali parametri richiede il modello di lente proposto e quali verranno misurati con la montatura definitiva indossata. Se si sceglie una montatura diversa dopo il rilievo, è opportuno chiedere se occorra ripetere la centratura e le altre misure legate al suo assetto. È utile chiarire anche la destinazione d’uso della lente, perché guida la scelta prima ancora dei dettagli di personalizzazione.
Le misure devono essere rilevate e trasmesse correttamente, ma non sostituiscono la verifica degli occhiali finiti: centratura, montaggio e regolazione della montatura contribuiscono al risultato. Se con i nuovi occhiali la visione resta insoddisfacente, conviene far controllare prima prescrizione, lenti realizzate e assetto sul viso, senza attribuire automaticamente il problema a una singola misura. Una diplopia comparsa improvvisamente, un disturbo neurologico, un dolore intenso o altri sintomi acuti richiedono invece una valutazione medica urgente.
