Lenti a contatto e occhi arrossati: quando interromperne l'uso

Se un occhio si arrossa mentre indossi le lenti a contatto, toglierle subito è la scelta prudente: non aspettare che il fastidio passi continuando a portarle. Un arrossamento può dipendere da secchezza o irritazione, ma può anche accompagnare un problema della cornea che richiede una valutazione rapida. La decisione successiva dipende soprattutto dai sintomi associati: dolore, sensibilità alla luce, vista peggiorata o secrezioni non vanno trattati come un semplice fastidio da lente.
Quando togliere le lenti e chiedere una valutazione urgente
Interrompi l’uso delle lenti e cerca una valutazione medica urgente se l’arrossamento è accompagnato da dolore, forte sensazione di corpo estraneo, difficoltà a tenere l’occhio aperto, sensibilità alla luce, vista annebbiata o ridotta, oppure secrezione. La stessa cautela vale se noti una macchia biancastra sulla superficie dell’occhio o se i sintomi peggiorano dopo aver tolto la lente. In chi porta lenti a contatto, questi segni possono essere compatibili anche con un’infezione della cornea: dall’aspetto dell’occhio, da soli, non è possibile distinguerne la causa.
Se non riesci a rimuovere la lente, non strofinare l’occhio e non tentare ripetutamente di afferrarla con forza: chiedi assistenza tempestiva. Una valutazione urgente è necessaria anche in caso di dolore intenso o sintomi acuti. Se compaiono improvvisamente visione doppia o disturbi neurologici, come debolezza o difficoltà a parlare, rivolgiti ai servizi di emergenza: non attribuirli alle lenti.
Cosa fare subito dopo averle tolte
Lava e asciuga le mani prima di rimuovere le lenti. Poi usa gli occhiali e lascia le lenti fuori dagli occhi. Se hai sintomi che richiedono una visita, riferisci al professionista da quanto tempo sono iniziati, se interessano uno o entrambi gli occhi e se hai dormito, nuotato o fatto la doccia con le lenti. Se possibile, conserva lenti, contenitore e soluzione usati per mostrarli durante la valutazione; non rimettere le lenti nell’occhio per fare una prova.
Non sciacquare l’occhio o le lenti con acqua del rubinetto per cercare di risolvere il problema e non usare colliri antibiotici, cortisonici o prodotti “sbiancanti” di tua iniziativa. Un collirio che attenua temporaneamente il rossore non chiarisce la causa. Se pensi che il fastidio dipenda dalla soluzione di manutenzione o da un prodotto appena cambiato, annotalo e comunicalo durante la visita, senza dare per scontato che sia l’unica spiegazione.
Se il rossore è lieve: quando non riprendere comunque l’uso
Un arrossamento lieve che scompare dopo aver tolto la lente può essere legato, per esempio, a secchezza, sfregamento o a una lente danneggiata. La scomparsa del rossore, però, non è una diagnosi. Non rimettere la stessa lente, soprattutto se appare sporca, rotta o deformata; controlla anche che non sia stata indossata oltre le modalità previste per quel tipo di lente.
Se il rossore persiste, ritorna ogni volta che indossi le lenti o si accompagna anche solo a un peggioramento della vista o a un fastidio crescente, sospendine l’uso e fai valutare l’occhio. Non cercare di compensare cambiando autonomamente soluzione, marca o tempi di utilizzo: un controllo può servire a verificare sia la salute della superficie oculare sia l’adeguatezza delle lenti e delle abitudini di manutenzione.
Quando si possono rimettere le lenti
Non esiste un intervallo di attesa valido per tutti. Se ci sono stati dolore, fotofobia, alterazioni della vista, secrezioni o un sospetto problema corneale, riprendi a indossarle solo dopo la valutazione e secondo le indicazioni ricevute. Anche dopo un episodio apparentemente lieve, aspetta che l’occhio sia tornato normale; se non lo è, o se il disturbo si ripresenta, usa gli occhiali e chiedi un controllo prima di riprovare.
Quando sarà possibile riprendere l’uso, segui le istruzioni specifiche per le tue lenti e per la soluzione utilizzata. Evita di riutilizzare una lente che potrebbe aver causato irritazione e non conservare le lenti in acqua. Queste precauzioni aiutano a non aggiungere nuovi fattori di rischio, ma non sostituiscono una visita quando sono presenti segnali d’allarme.
