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Devo preoccuparmi se mio figlio strizza spesso gli occhi? I segnali valutativi che non vanno ignorati

· 03/08/2026 20:56
Devo preoccuparmi se mio figlio strizza spesso gli occhi? I segnali valutativi che non vanno ignorati

Quando lo strizzamento degli occhi diventa motivo di preoccupazione

Mi capita spesso di ricevere messaggi da genitori preoccupati: "Alessandra, mio figlio strizza gli occhi di continuo, soprattutto quando guarda il tablet o legge. Devo preoccuparmi?". Ricordo una mamma che mi ha descritto la scena di suo figlio di sette anni intento a fare i compiti, con gli occhi che si stringevano in una sorta di movimento ritmico e involontario. Non era tanto il gesto in sé a preoccuparla, ma quella frequenza costante che sembrava seguirlo ovunque.

Lo strizzamento occasionale degli occhi è del tutto normale nei bambini. È una reazione naturale, spesso legata al tentativo di mettere a fuoco meglio, a fastidi momentanei o semplicemente a imitazione di altri bambini. Ma quando questo comportamento diventa frequente e ricorrente, quando emerge come una sorta di abitudine persistente, allora merita attenzione.

In oltre vent'anni di esperienza nei centri per l'infanzia, ho imparato che i segnali che arrivano dai nostri figli non vanno mai ignorati completamente, ma nemmeno catastrofizzati. La chiave è saperli interpretare correttamente, distinguendo il normale dal patologico, l'occasionale dal problematico.

I segnali che non dovremmo sottovalutare

Quando parlo di segnali valutativi, mi riferisco a quelli elementi che, presi singolarmente potrebbero sembrare insignificanti, ma che insieme compongono un quadro meritevole di valutazione professionale. Lo strizzamento frequente degli occhi, in particolare, può essere associato a diverse cause che vanno dall'affaticamento visivo a veri e propri difetti refrattivi.

Un bambino che strizza spesso gli occhi potrebbe essere miope e non esserne consapevole. Non ha un termine di paragone: per lui, il mondo leggermente sfocato è normale. Strizza gli occhi per creare uno stenopèico naturale, tentando di mettere a fuoco meglio. Questo è il primo segnale che un genitore dovrebbe cogliere. Se lo strizzamento avviene soprattutto quando il bambino guarda verso lontano o nella direzione della cattedra scolastica, la possibilità di una Miopia|miopia iniziale diventa più concreta.

Ma non è solo una questione di miopia. Lo strizzamento può essere il segnale di un Astigmatismo|astigmatismo, di affaticamento visivo cronico dovuto a posture scorrette davanti agli schermi, o persino di una lieve Ambliopia|ambliopia in corso di sviluppo. Un bambino che strizza preferibilmente un occhio, invece, potrebbe avere un deficit visivo unilaterale che necessita valutazione urgente.

Quando portare il bambino a una visita oculistica

Non esiste una formula universale, ma nel corso degli anni ho sviluppato una sorta di bussola per orientarmi. Consiglio ai genitori di prenotare una visita oculistica se lo strizzamento è frequente, se perdura per più di due settimane, se si accompagna ad altri sintomi come arrossamento, bruciore, lacrimazione eccessiva, o se il bambino lamenta mal di testa.

Ho visto troppi bambini arrivare a una valutazione tardiva perché i genitori avevano sottovalutato questi segnali. Una bambina che ricordo bene aveva iniziato a strizzare gli occhi a cinque anni durante la scuola dell'infanzia. La maestra me l'ha segnalata perché lo faceva quando cercava di seguire le attività sulla lavagna. I genitori, inizialmente, pensavano fosse una semplice abitudine. Quando finalmente l'abbiamo fatta visitare, scoprimmo che aveva un'importante miopia non corretta. Una volta forniti gli occhiali adatti, lo strizzamento è scomparso naturalmente.

Ugualmente importante è osservare se lo strizzamento si accompagna a difficoltà scolastiche, problemi di concentrazione, o comportamenti di evitamento nelle attività che richiedono uno sforzo visivo. Un bambino che non vede bene non è pigro: sta semplicemente faticando più del necessario.

Affaticamento visivo e abitudini moderne

Non posso non affrontare la questione del mondo digitale. Negli ultimi anni, con l'aumento esponenziale del tempo passato davanti ai dispositivi, ho notato un incremento significativo di bambini con affaticamento visivo cronico. Lo strizzamento in questo contesto può essere una risposta adattiva a uno sforzo sostenuto su una distanza non ideale.

Lo schermo del tablet o del computer costringe gli occhi a un'accomodazione prolungata e a una ridotta frequenza di ammiccamento. Il risultato è secchezza, affaticamento e, appunto, strizzamento compensatorio. In questi casi, la soluzione non è solo una visita oculistica, ma anche una revisione delle abitudini visive: interruzioni frequenti, la regola del 20-20-20 (ogni venti minuti, guardare qualcosa a venti piedi di distanza per venti secondi), illuminazione adeguata della stanza.

Ho visto miglioramenti significativi quando i genitori hanno semplicemente implementato questi accorgimenti, talvolta senza neanche ricorrere a una correzione ottica formale. Naturalmente, dopo aver escluso cause organiche attraverso una visita specialistica.

Come osservare correttamente il comportamento del bambino

Qui voglio essere pratica. Un genitore non ha bisogno di diventare oculista, ma dovrebbe imparare a osservare con consapevolezza. Notate in che circostanze vostro figlio strizza di più. È durante la lettura? Durante il gioco? Quando guarda verso lo schermo? Quando guarda lontano? Il momento in cui accade è un indizio prezioso.

Osservate anche se lo strizzamento è bilaterale, simmetrico o preferenziale su un occhio. Notate se è presente già al mattino o se emerge durante il giorno con l'affaticamento. Annotate persino se il bambino se ne lamenta o se per lui è totalmente inconsapevole. Tutti questi dettagli aiuteranno l'oculista a fare una diagnosi più consapevole.

Ricordate anche che un'osservazione tranquilla e non allarmata è molto più utile di quella carica di ansia. Se portate vostro figlio a una visita con atteggiamento nervoso, lui lo sentirà e potrebbe non collaborare bene durante la valutazione.

La conclusione del nostro percorso

Tornando all'inizio, alla mamma preoccupata per il suo bambino dai sette anni, le ho spiegato che lo strizzamento frequente non è qualcosa da ignorare, ma nemmeno è automaticamente una tragedia. È un segnale che merita ascolto, una porta di accesso a una comprensione più profonda di come gli occhi di nostro figlio stanno affrontando le sfide quotidiane.

Una visita oculistica è sempre la scelta giusta. Non è invasiva, non ha controindicazioni e fornisce informazioni preziose. Nel caso del suo bambino, abbiamo scoperto una lieve ipermetropia associata a un difetto accomodativo. Pochi mesi di esercizi visivi mirati hanno quasi completamente risolto il problema. Questa storia mi ha insegnato ancora una volta che la prevenzione inizia dall'attenzione ai piccoli segnali.

Se vostro figlio strizza spesso gli occhi, non è il momento di preoccuparsi nel senso di angosciarsi, ma di agire nel senso di approfondire. Una visita oculistica preventiva è un investimento nella salute visiva di una persona che vi guarda, letteralmente, per il resto della vita.