Acuità visiva da vicino: come viene misurata

L’acuità visiva da vicino viene misurata chiedendo di riconoscere lettere, numeri o simboli su una tavola posta a una distanza definita, nelle condizioni indicate da chi esegue l’esame. Il risultato descrive quanto piccoli siano i caratteri distinguibili in quelle condizioni: per capirlo occorre sapere a quale distanza è stato fatto il test, con quale illuminazione e se sono stati indossati occhiali o lenti a contatto.
Come si svolge la misurazione
Il professionista usa una tavola per la visione da vicino, stampata o visualizzata su uno schermo, con righe di caratteri di dimensioni diverse. Indica dove tenerla e chiede di leggere o riconoscere i simboli, passando a quelli più piccoli. La distanza non va scelta liberamente né modificata per riuscire a leggere una riga in più: è parte delle condizioni della prova. Se si usa un dispositivo digitale, anche le dimensioni effettive dei caratteri devono essere adatte al test.
La prova può essere eseguita con entrambi gli occhi aperti e poi con un occhio alla volta, coprendo l’altro senza premerlo. Queste misurazioni non rispondono esattamente alla stessa domanda: quella binoculare descrive la prestazione dei due occhi insieme, mentre quella monoculare aiuta a rilevare eventuali differenze tra i due. Durante l’esame è utile dire se i caratteri appaiono sfocati, sdoppiati o se per leggerli si tende ad avvicinare la tavola.
Conta anche la correzione indossata. Leggere con gli occhiali abituali per il vicino permette di valutare la visione in una situazione simile a quella quotidiana; una prova senza correzione o con una correzione diversa fornisce invece un’informazione differente. Per questo è opportuno portare alla visita gli occhiali usati per leggere e spiegare se si utilizzano lenti progressive, lenti a contatto o più paia di occhiali per attività diverse.
Che cosa significa il risultato scritto sul referto
Il risultato indica in genere la riga più piccola letta secondo il criterio adottato per quella tavola. Può essere espresso con sigle o scale differenti: non sempre un valore riportato su una tavola è confrontabile direttamente con quello ottenuto usando un’altra. Per interpretare un cambiamento nel tempo servono anche le condizioni della misurazione, soprattutto distanza, correzione, illuminazione e tipo di test. Se il referto non le chiarisce, si può chiedere al professionista che cosa sia stato misurato.
L’acuità da vicino non coincide con la velocità o il comfort di lettura. Riconoscere singole lettere piccole per pochi istanti è diverso dal leggere un libro, lavorare al computer o seguire un testo a lungo. Affaticamento, necessità di allontanare la pagina o difficoltà a mantenere il segno meritano di essere riferiti anche quando si riesce a leggere una riga piccola. Il test, da solo, non identifica la causa del disturbo e non sostituisce una valutazione della vista e della salute degli occhi quando necessaria.
Come rendere utile la prova e quando chiedere una valutazione
Per ottenere un risultato interpretabile, segui la distanza indicata, mantieni la tavola ben illuminata ed evita di indovinare i caratteri: segnala quelli che non distingui con sicurezza. Comunica quali occhiali stai usando e in quali attività incontri difficoltà, precisando se il problema riguarda uno o entrambi gli occhi e se è comparso gradualmente o all’improvviso. Una prova fatta a casa con un testo qualsiasi può aiutarti a descrivere la difficoltà, ma non equivale a una misurazione standardizzata.
Se la difficoltà da vicino è nuova o interferisce con le attività, è opportuno rivolgersi a un professionista della vista per capire quali controlli siano indicati; non scegliere una correzione basandoti soltanto sulla riga letta. Nei bambini, una difficoltà osservata durante la lettura richiede una valutazione appropriata, senza ricavare dal test domestico conclusioni o trattamenti. Una visione doppia comparsa improvvisamente, soprattutto se associata a disturbi neurologici, dolore intenso o altri sintomi acuti, richiede invece una valutazione medica urgente.
